Mostre Virtuali

Mostre virtuali

Per "mostra virtuale" si intende una forma espositiva che esce dai parametri reali e materiali   collocandosi all’interno di una piattaforma informatica resa accessibile via web.

Queste mostre "virtuali"valorizzano il  patrimonio culturale conservato dall’istituzione, rappresentano un mezzo di apprendimento e di arricchimento della conoscenza, consentono di rendere disponibili al pubblico, senza mettere a rischio il compito di tutela del patrimonio, permettono la visione di parti e dettagli di opere altrimenti non percepibili anche osservando l’originale e sono fruibili nel tempo, non essendo limitate alla durata dell’evento reale. Le mostre virtuali sono inoltre gratuite ed accessibili a tutti.

Per queste ragioni abbiamo deciso di dotare la nostra pagina web di una sezione dedicata proprio alle mostre virtuali e ai percorsi tematici digitali, nell'intento di diffondere e far conoscere il prezioso materiale conservato dall'Archivio di Stato di Campobasso.

GIORNATA DELLA MEMORIA 2021

mostra ebrei

Documenti e schede analitiche

  1. Casacalenda, 5 giugno 1940

    Lettera dell’avv. Tata, presidente della Fondazione scolastica Caradonio-Di Blasio, al podestà in merito allo sgombro dei locali da adibire a campo di concentramento.

    Archivio storico comunale di Casacalenda, Campo di concentramento, b. 8, fasc. 218/1-2.

    La Fondazione è un Ente Morale  istituito con un lascito testamentario della signora Donatina Caradonio vedova Di Blasio in favore della comunità di Casacalenda, con lo scopo primario della formazione scolastica e della promozione della cultura, e riconosciuto con R.D. 9 dicembre 1923, n.2767.  Il presidente rappresenta al podestà che  le operazioni di sgombro che si stanno effettuando  nell’edificio, in base alle disposizioni ricevute dal questore, presentano delle difficoltà.  Liberare le aule è stato abbastanza agevole, ma si presenta la complessità del trasferimento della biblioteca, notevole per quantità e pregio, per problemi di spazio e per l’obbligo che ha la Fondazione di tenerla aperta al pubblico, come da  statuto e dalle disposizioni della signora Caradonio. A tal proposito, si chiedono ordini precisi per lo spostamento dei libri e per la responsabilità del procedimento.

  2.  Campobasso, 12 giugno 1940

    “Prescrizioni per i campi di concentramento per internati”.

    Archivio storico comunale di Casacalenda, Campo di concentramento, b. 9, fasc. 256/1-2.

    La circolare della R. Questura di Campobasso è indirizzata ai Commissari di P.S. in missione presso i campi di concentramento di Isernia, Casacalenda,  Agnone e Vinchiaturo e riporta le disposizioni emanate dal Ministero         dell’ Interno. Il funzionario di P.S. a capo del campo dovrà, all’arrivo degli internati, impiantare un registro e costituire i fascicoli personali. Dovrà stabilire il perimetro entro cui gli internati possono muoversi, fare tre appelli giornalieri per verificare le presenze, controllare la buona condotta e disciplina degli internati e tutta la loro corrispondenza. I trasgressori saranno puniti nei termini di legge e trasferiti in colonie insulari. Agli internati indigenti, previo accertamento, sarà corrisposta una diaria di £. 6,50 e le spese sanitarie saranno a carico del Ministero.

  3. Casacalenda, 19 giugno 1940

    Nota del podestà alla R. Prefettura di Campobasso per definire il canone di locazione dell’edificio da adibire a campo di concentramento, di proprietà della Fondazione scolastica Caradonio-Di Blasio.

    Archivio storico comunale di Casacalenda, Campo di concentramento, b. 8, fasc. 218/3-4.

    Il podestà comunica le condizioni richieste dalla Fondazione per la locazione del fabbricato da adibire a campo di concentramento. Il canone da corrispondere è di £. 3000,00 mensili per la locazione, oltre a £. 5000,00 una tantum, per gli eventuali danni o lavori da farsi al rilascio dell’immobile. Il podestà giustifica la somma di £5000,00, perché la Fondazione si è sottoposta già ad alcune spese per il trasferimento dei propri uffici, mentre la somma di £. 3000,00 mensili, pur trattandosi di locazione di n.26 vani, potrebbe essere ridotta a £.2500,00.

  4. Campobasso, 2 luglio 1940

    Disposizioni e istruzioni ministeriali per i campi di concentramento.

    Archivio storico comunale di Casacalenda, Campo di concentramento, b. 9, fasc. 256/3-4.

    La R. Questura di Campobasso trasmette ai commissari di P.S. o podestà dei campi di concentramento di Isernia, Casacalenda, Agnone, Boiano e Vinchiaturo ulteriori direttive del Ministero dell’Interno. Agli  internati è fatto divieto di conservare i propri passaporti o documenti militari, possedere  denaro, se non piccole somme, o gioielli, che dovranno essere depositati in cassette di sicurezza. Gli internati non possono detenere armi, occuparsi di politica, leggere giornali stranieri, tenere apparecchi radio. Sarà loro corrisposto un compenso giornaliero iniziale di £. 6,50, che sarà sospeso se dagli accertamenti successivi risulterà che hanno disponibilità a mantenersi. La corrispondenza e i pacchi ricevuti o spediti devono essere sempre revisionati o controllati;  le visite parentali devono essere sempre autorizzate dal Ministero e non è consentita  la convivenza dei familiari con gli internati.

  5. Casacalenda, 18 luglio 1940

    Relazione del podestà di Casacalenda alla R. Questura di Campobasso per “l’andamento della Colonia”.

    Archivio storico  comunale di Casacalenda, Campo di concentramento, b. 9, fasc. 273/1-2.

    Il podestà riferisce che il campo, entrato in funzione l’11 luglio con l’arrivo della prima internata, ospita attualmente 11 donne e 2 bambine. E’ stata allestita la mensa e mangiano tutte insieme, tranne una che, per motivi di salute, è stata autorizzata a consumare i pasti presso una famiglia privata. Gli orari che le internate devono osservare sono uniformi per facilitare tutte le operazioni giornaliere. Il podestà assicura che alle internate viene prestata tutta l’assistenza possibile, soprattutto quella morale.

  6. Campobasso, 24 luglio 1940

    Circolare riservata della R. Prefettura di Campobasso per la censura postale.

    Archivio storico  comunale di Casacalenda, Campo di concentramento, b. 9, fasc. 257, s. fasc. 8/1-2.

    La circolare è indirizzata al direttore provinciale delle RR.Poste e per conoscenza ai direttori dei campi di concentramento di Agnone, Isernia, Casacalenda, Boiano e Vinchiaturo. Si dispone il  divieto tassativo agli internati di avere una corrispondenza senza una rigorosa censura. La corrispondenza deve essere assoggettata a censura senza alcuna limitazione, titubanza o incertezza da parte del personale postale, perché potrebbe arrecare danno incommensurabile
  7. Casacalenda, 3 agosto 1940

    Richiesta di personale da parte del direttore del campo di concentramento di Casacalenda alla  R. Prefettura di Campobasso.

    Archivio storico comunale di Casacalenda, Campo di concentramento, b. 8, fasc. 228/1-2.

    Il direttore Renzoni fa presente che allo stato attuale il personale addetto alla sorveglianza delle internate sono una direttrice, con mansioni di sorveglianza interna, e tre agenti dell’Arma dei Carabinieri e due di Pubblica Sicurezza per quella esterna. Necessitano un’assistente per la direttrice, che possa sostituirla nei casi di assenza ed  essere addetta alle perquisizioni delle internate, ed almeno altri 2 Carabinieri e 2 agenti di P.S. che possano assicurare la vigilanza delle stesse nelle ore di libera uscita. Il nome dell’assistente che si propone è quello di Emanuela Coatta, persona di buona condotta morale e politica, che appartiene alla razza ariana e  che per 7 ore di lavoro giornaliero chiede un compenso di £. 350 mensili, riducibili a £.300.